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FESTIVAL ROOTS&BEER
13 07 2018 - 15 07 2018, 18:00
FESTIVAL ROOTS&BEER

Venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 luglioQuaalude Rock Club organizza tre serate dedicate al jazz e al blues, le radici musicali da cui il rock ha preso vita.
Grazie alla direzione artistica di Alberto Malnati artisti di fama internazionale si alterneranno sul palco di Villa Bombrini per tre serate di grande musica: venerdì 13 luglio l’inossidabile Lino Patruno accompagnato dalla Buddy Bolden Legacy All Star con Alberto Malnati al contrabbasso, Fabrizio Cattaneo alla tromba, Roberto Colombo alla chitarra, Stefano Guazzo al clarinetto e Rodolfo Cervetto alla batteria: apre la serata la Louisiana Brass Band; sabato 14 luglio la strabiliante Jessita Mc Kinney accompagnata da Bruno Marini all’organo Hammond, Chubby John al basso, BC Bag dietro i fusti: aprono la serata i Magnani Bros e Miki & The Red Rockets; domenica 15 luglio il grandissimo Paolo Bonfanti con Nicola Bruno al basso elettrico e Alessandro Pelle alla batteria: apre Fabio Ricchebono e gli Old Shoes Tom Waits Experience.
I concerti inizieranno alle ore 18. I biglietti saranno in vendita online su https://www.happyticket.it/genova/ oppure presso la Villa a partire dalle 17 al costo di 12 euro a serata. Se acquistati tutti e tre i biglietti insieme per le tre serate sconto di 6 euro. I posti sono a sedere. Sarà possibile cenare nell’apposita area drink & food attrezzata nel parco della Villa in collaborazione con il Biggie e con il Mastro Birraio Massimo Lupi.

Per raggiungere Villa Bombrini da:
• Voltri, Prà, Pegli , Sestri Ponente Autobus numero 1 fermata Cornigliano 4/Rizzolio
• Brignole Metro direzione Brin fermata Buozzi 2 poi prendere Autobus numero 1 o 3 e scendere alla fermata Cornigliano 1/Giardini Melis
• Principe Autobus numero 3 e scendere alla fermata Cornigliano 1/Giardini Melis
Per informazioni: quaalude.club@gmail.com

Gli eventi sono stati realizzati in collaborazione con Jazz Lighthouse e Louisiana Jazz Club

Gli artisti:

Sono moltissimi anni che Lino Patruno opera nel settore dello spettacolo.

Le sue esperienze vanno da quelle jazzistiche in concerto, in sala di registrazione, in TV, a quelle di attore di cabaret, di teatro, di cinema; dalla direzione d’orchestra alla composizione di musiche da film; dal ruolo di sceneggiatore a quello di produttore cinematografico; da organizzatore di festival del jazz a presentatore televisivo.
Lino Patruno iniziò la sua carriera nelle prime jazz band che agivano a Milano negli anni ’50. Fra le bands da lui guidate ricordiamo la “Riverside Jazz Band” negli anni ’50 e ’60 e la “Milan College Jazz Society” negli anni ’70. Nel 1964 assieme a Nanni Svampa, Roberto Brivio e Gianni Magni costituisce “Il Teatrino Dei Gufi”, primo esempio di cabaret italiano ispirato a quello francese. Dalle cantine milanesi i quattro “Gufi” si trasferiscono in teatro portando i loro spettacoli in giro per l’Italia fino al 1969, anno in cui il gruppo si sciolse.
In seguito nei primi anni ’70 Lino Patruno con Nanni Svampa e Franca Mazzola continuò l’attività teatrale realizzando inoltre per la RAI alcuni show televisivi di grande successo: “La mia morosa cara”, “Addio tabarin”, “Un giorno dopo l’altro”, “Una bella domenica di…”. Patruno nel frattempo torna a occuparsi di jazz che aveva tralasciato per i molteplici impegni con i Gufi e realizza una serie di dischi e di programmi televisivi con alcuni fra i grandi interpreti della storia del Jazz (Albert Nicholas, Joe Venuti, Bill Coleman, Wingy Manone, Bud Freeman, Jimmy Mc Partland, Dick Cary, Teddy Wilson, Billy Butterfield, Eddie Miller, Bob Wilber, Peanuts Hucko, Bob Haggart, Spiegle Willcox, Pee Wee Erwin, Barney Bigard, Ralph Sutton, Dick Wellstood, Earle Warren, Jimmy Woode, Tony Scott, Bucky Pizzarelli…).
Il grande successo popolare però gli venne per la sua partecipazione alla trasmissione televisiva “Portobello”. Con Pupi Avati ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del film “Bix” che ha rappresentato l’Italia al festival di Cannes nel 1991, curandone anche la colonna sonora assieme a Bob Wilber.
Nella stagione 1990/91 ha condotto la trasmissione “A tutto Jazz” per il network “Cinquestelle”, nel 1993 “L’occhio sulla musica” per RAI 3. Fra i festival internazionali a cui ha preso parte ricordiamo quello di Sanremo nel 1963, quello di Nizza nel 1976 e 1977, quello di Breda (Olanda) nel 1978, di Pompei, di Palermo, di Lugano, di Lucerna, di Berna, di Dusseldorf, di Varadero (Cuba) tutti negli anni ’80, quello di Davenport (Iowa-USA), quello di Libertyville (Chicago) negli anni ’90.
Lino Patruno vive a Roma dove si occupa anche di cinema. Fra i film a cui ha preso parte come attore ricordiamo “Amarcord” di Federico Fellini e “Mussolini ultimo atto” di Carlo Lizzani con Rod Steiger e Henry Fonda; tra le colonne sonore da lui firmate: “Guerra di spie” di Duccio Tessari con Jean Rochefort e Marisa Berenson, e “Prova di memoria” di Marcello Aliprandi con Franco Nero, di cui è stato anche produttore.
Fra le più recenti colonne di teatro ricordiamo “Ti amo Maria” con Carlo Delle Piane (ora anche film), “Disposto a tutto” con Maurizio Micheli, “Crimini del cuore” per la regia di Nanni Loy.
Lo ricordiamo inoltre come attore in teatro in “Pellegrin che vai a Roma” con Nanni Svampa e “Capitan Fracassa” di T. Gauthier con Giancarlo Zanetti. Inoltre per conto dalla RAI ha musicato l’opera omnia (sessanta cortometraggi muti) di Charlie Chaplin. Ricordiamo ancora che Lino Patruno da anni fa parte della giuria del David di Donatello.
Da alcuni anni inoltre, si occupa di Festival del Jazz in qualità di direttore artistico (San Marino, Mosciano S. Angelo, Crotone).
Dal 1985 dirige la sua “European Jazz Stars” composta da grandi nomi del Jazz Europeo tra i quali ricordiamo Oscar Klein, Roy Williams, Roy Crimmins, Isla Eckinger, Gregor Beck e i non dimenticati Peter Schilperoort e Henry Chaix.

 

La cantante afroamericana Jessita Mc Kinney a sette anni inizia a studiare il pianoforte e canta nel coro Gospel della chiesa nel New Jersey.

 

A tredici anni, nel Maryland, forma la sua prima band Funky e a diciotto si unisce alla Soul Band “Brothership Connection”. Dopo aver vissuto in California, canta in tutto il mondo e registra numerosi album. Verso la metà degli anni 90 Incide “Do You feel so right” con la band Love 4 Sale, il brano arriva primo in classifica. Il suo stile è caratterizzato da una originale miscela di Blues, Soul, Funk e Free Style come si può facilmente dedurre dall’ascolto del suo ultimo album “Rock Me Baby”.

 

Paolo Bonfanti, genovese, classe 1960, dopo studi di pianoforte e armonia, inizia a suonare la chitarra nel 1975.

 

Si perfeziona poi con Armando Corsi e Beppe Gambetta; nel 1986 frequenta un corso estivo al Berkley College of Music di Boston.
E’ laureato al DAMS di Bologna con una tesi sul Blues.
Dal 1985 al 1990 è il frontman dei Big Fat Mama, uno dei più importanti gruppi della scena rock-blues italiana, con cui incide tre album (tra cui un doppio live) e suona nei più importanti club della penisola, partecipando ai maggiori festival.
Dal 1990 al 1993 effettua numerosi tour italiani ed europei con Downtown, un supergruppo formato insieme con il sassofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, Alexis Korner, John Mayall), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Savoy Brown), vere e proprie leggende del blues inglese.
Incrocia la strada con le figure più importanti della scena nazionale, tra le quali ricordiamo Fabio Treves e la sua band, Beppe Gambetta in una tournee con Gene Parsons dei Byrds nel 1992 ed i concittadini Red Wine, una delle realtà più importanti in Europa per quanto riguarda il bluegrass, negli album dei quali è spesso ospite e con cui ha effettuato un tour americano nel 2002.
La carriera solista inizia invece nel 1990 e fino ad oggi sono stati prodotti, a partire dall’iniziale “On My Backdoor Someday”, ben undici album, che hanno permesso a Paolo di partecipare nel 1994, unico artista italiano al “South by Southwest” di Austin, in Texas e di accompagnare più volte, a partire dal 2002, con la sua band il grande Roy Rogers, virtuoso della chitarra slide e produttore di John Lee Hooker durante i suoi tour italiani.
Nel 2003 affianca a questa incessante attività anche gli Slow Feet, un vero e proprio supergruppo italiano che vanta al suo interno Franz Di Cioccio e Lucio Fabbri della P.F.M., rispettivamente alla batteria ed alle chitarre ed il fotografo e bassista Reinhold Kohl. Con questa formazione oltre a suonare regolarmente in tutta Italia ha anche pubblicato, nel 2007, un disco intitolato “Elephant Memory”
Il piacere delle collaborazioni artistiche è una parte fondamentale del percorso artistico di Paolo, che negli anni ha potuto lavorare con artisti quali l’americano Jono Manson, un incontro questo che ha portato nel 2003 all’album “Gamblers” e ad un tour a cui ha partecipato anche l’armonicista dei Blues Traveler John Popper, ed in seguito anche con David James, bassista e cantante dei Fish Heads & Rice con cui nel 2011 ha inciso “Purple House”, un album all’insegna del rhythm & blues e del soul. Ha suonato inoltre come ospite in brani di Yo Yo Mundi, Zibba, Cesare Carugi e molti altri ed è stato produttore artistico de La Rosa Tatuata e Fabio Treves.
Nel febbraio del 2014 è stato pubblicato per l’etichetta Felmay il cd “Friend of a Friend”, con Martino Coppo, uno dei migliori mandolinisti bluegrass in Europa.
Il nuovo cd “Back Home Alive”, registrato dal vivo al Teatro Municipale di Casale Monferrato il 28 febbraio 2015, è una sorta di retrospettiva “live” di alcuni vecchi brani in una veste quasi completamente rinnovata.
Questo lavoro si avvale della produzione artistica di Steve Berlin (Blasters, Los Lobos), del missaggio di David Simon-Baker (Los Lobos) e del mastering di David Glasser (che ha curato le ultime raccolte “live” per il cinquantenario dei Grateful Dead). Back Home Alive” è stato inserito tra i migliori 100 dischi italiani nel libro “Storie di rock italiano dal boom economico alla crisi finanziaria” di Daniele Biacchesi.
Paolo ha avuto l’onore di suonare a MonfortinJazz proprio a fianco dei Los Lobos a luglio 2015.

Società per Cornigliano SpA
R.I. Genova, CF e PI IT01367680996, Capitale Sociale € 11.975.277,00 i.v.
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